Chiesa del SS. Salvatore, esistente in data anteriore al 1416, venne praticato il rito greco fino al 1502 quando passò al rito latino. Parrocchia, ebbe dal 1552 o anche prima, il privilegio delle funzioni della settimana Santa. Allagata di fango e sabbia dall’alluvione del 1682, rimase per circa due metri sotto il livello della piazza fino al 1935 data della sua ricostruzione, fatta secondo un progetto redatto dall’Architetto Pietro Franchina e tendente al rispetto dell’antico. Lo splendido altare centrale in legno è stato costruito da artigiani locali della scuola di Sebastiano Leone e custodisce la Madonna dell’Itria sostenuta da due basiliani.

Sulle pareti sono  collocati alcuni dipinti del pittore Giuseppe Tomasi da Tortorici. Lo Spasimo di Sicilia (libera rielaborazione di Raffaello), La trasfigurazione (1668) opera firmata Joseph Thomasius pingebat, datata A. D. 1668, e riportato il nome del committente ritratto in basso a destra Rev. Sac. D. Dominici Primavera.  Madonna con Bambino e S. Antonino e S. Felice di Cantalice (1658), Gesù e Maria (1667) an,   “Madonna col Bambino e S. Giovannino , Gesù davanti a Pilato, il S. Gaetano da Tiene è opera di Gaetano D’Angelo da Mineo 1871.

Al fondo della navata sinistra è riposto un pregiato organo costruito da Annibale Lo Bianco nel 1735. Sopra la tastiera si notano, graffiate nel legno, alcune date e nomi di presbiteri che l’hanno suonato. All’inizio della navata sinistra si trova il fonte battesimale con affrescati sulle pareti scorci del paesaggio di Tortorici, realizzati dai fratelli Villa. Da questa chiesa, la sera del venerdì Santo, parte la processione delle “Varette”, carica di suggestiva tragicità.