Il fondo fotografico “franchina-Letizia”, il più vasto fra quelli esistenti in Sicilia, è il secondo per importanza in tutta Italia, lo precede il museo nazionale Alinari della fotografia di Firenze. Sottoposto a vincolo dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e ambientali di Messina, è costituito da circa 40.000 lastre, 2.000 pellicole, 5.000 foto di cui parecchie ritoccate e dipinte a mano, inerente al periodo 1890/1980.

L’importanza di tale fondo fotografico impone qualche notizia sugli autori che al Museo danno il nome.

Mons. Calogero franchina fu amatore evoluto della fotografia, documentando con intima partecipazione umana le campagne e il territorio, il lavoro e l’universo dei mestieri, la famiglia e le persone, la socialità e i momenti comunitari, la vita cerimoniale e rituale di Tortorici e del più vasto territorio dei Nebrodi. I soggetti ritratti comprendono luoghi e contesti territoriali, chiese e monumenti, lavori pubblici ed eventi civili, foto di moda e costumi femminili, persone e figure sociali, feste e pellegrinaggi, la grande guerra, ritratti e gruppi familiari, religiosi e religiose, confraternite, bande musicali, fonditori di campane. La sua opera continuò la nipote Marietta Letizia, la cui produzione è meno artistica e più professionale da fotografo di paese.

Nel corso degli anni il Museo nella sua esposizione permanente è stato in grado di creare un’identità tale da renderlo centro culturale pubblico attento ai temi della memoria storica e sentimentale di Tortorici.

Il fondo costituisce per Tortorici un vero e proprio serbatoio della sua memoria storica e territoriale. Il Museo ha sede nell’ottocentesco palazzo comunale in Via Vittorio Emanuele di Tortorici. La sala – mostra, nella quale sono esposte alcune antiche macchine fotografiche, attrezzi di lavoro, riviste specializzate a far data dal 1913 (è in corso la ricerca di quelle precedenti di cui il Monsignore era sicuramente in possesso), una cinquantina di foto selezionate in modo che, sia pure restrittivamente, diano l’idea della vastità del fondo.

Nel corso del 2010, con l’obiettivo di preservarne e valorizzarne il patrimonio e di proseguire nell’impegno culturale e civile che allo stesso compete, il Museo, come luogo fisico fatto di documenti e immagini dove i cittadini, non solo di Tortorici, possono incontrarsi per rinnovare il legame con la storia del proprio territorio, si è arricchito grazie alla donazione di Salvatore Battaglia: circa un centinaio di opere tra materiale e attrezzature, tra negativi su pellicola, diapositive, stampe, smaltatrici, databili tra la fine del 1800 e gli anni ’80 del 1900.